Quantcast
Derek Bentley, il caso giudiziario del ragazzo impiccato
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Derek Bentley, il ragazzo impiccato per un colpo che non sparò: il caso che scosse la giustizia britannica

giustizia, tribunale, giudice, giuria

La storia di Derek Bentley, condannato per l’omicidio del poliziotto Sidney Miles nel 1952: la frase “Let him have it”, l’esecuzione, il perdono reale e la condanna annullata nel 1998.

Derek Bentley aveva 19 anni quando venne impiccato nel carcere di Wandsworth, a Londra, il 28 gennaio 1953. Il suo caso sarebbe diventato uno dei più discussi errori giudiziari della storia britannica: un ragazzo con gravi fragilità cognitive, condannato a morte per un omicidio commesso materialmente da un altro.

La sera del 2 novembre 1952 Bentley e Christopher Craig, sedicenne, entrarono in un magazzino a Croydon con l’intenzione di rubare. La polizia arrivò sul posto e i due finirono sul tetto dell’edificio.

Craig era armato. Durante il confronto sparò, ferendo un agente e uccidendo il poliziotto Sidney Miles. Bentley, invece, non sparò mai: quando Miles venne colpito, era già stato bloccato da un altro agente.

udienza in Tribunale
Tribunale – newsmondo.it

Derek Bentley: la frase “Let him have it” e la condanna

Il cuore del processo fu una frase rimasta nella storia: “Let him have it, Chris”. Secondo l’accusa, Bentley avrebbe incitato Craig a sparare. Secondo la difesa e i sostenitori della sua innocenza, quella frase poteva significare l’opposto: “dagliela”, cioè consegna la pistola al poliziotto.

Nonostante l’ambiguità, Bentley venne condannato per omicidio insieme a Craig. La legge dell’epoca permetteva di considerarlo corresponsabile anche se non aveva premuto il grilletto. La differenza decisiva fu l’età: Craig, avendo 16 anni, non poteva essere impiccato; Bentley, che ne aveva 19, sì.

La giuria raccomandò clemenza per Bentley, ma la richiesta non bastò. Il ministro dell’Interno David Maxwell Fyfe rifiutò di fermare l’esecuzione. Il 28 gennaio 1953 Derek Bentley fu impiccato. Aveva sempre proclamato la propria innocenza.

Il perdono reale e la riabilitazione dopo la morte

Dopo l’esecuzione, la famiglia Bentley iniziò una lunghissima battaglia per riabilitarlo. La sorella Iris diventò il volto della campagna, portata avanti per decenni. Nel 1993 arrivò un perdono reale, ma fu un atto limitato: cancellava simbolicamente la pena, non la condanna per omicidio.

Solo nel 1998 la Corte d’Appello annullò definitivamente la condanna. I giudici riconobbero gravi difetti nel processo, compresa la conduzione del dibattimento e il modo in cui la giuria era stata guidata. Non fu una semplice revisione formale: fu il riconoscimento che Derek Bentley non aveva ricevuto un processo equo.

Il caso Bentley resta una ferita della giustizia britannica. Racconta il peso di una frase ambigua, di una legge severissima, di un ragazzo fragile trasformato in colpevole esemplare e di una pena irreversibile. Anche per storie come la sua, nel Regno Unito la pena di morte sarebbe stata poi abolita per l’omicidio.

Leggi anche
Ernesto Picchioni, il “Mostro di Nerola”: il terrore al chilometro 47 della Salaria

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026 20:53

Ernesto Picchioni, il “Mostro di Nerola”: il terrore al chilometro 47 della Salaria

nl pixel